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venerdì 10 gennaio 2014

Insieme

Nel latino dell’età postaugustea ― la prima testimonianza che se ne ha è nelle opere del poeta P. Papinio Stazio (circa 45-96 d.C.) ― si forma la parola insimul, talvolta insemel, col significato di “allo stesso tempo”, “tutto in una volta”. Essa sottintende vicinanza di tempo e di luogo, contiguità di esistenza. La parola si afferma e rimane, e trapassa, attraverso il latino medievale, in varie forme della lingua volgare, il nascente italiano, fino a comparire nel Duecento.  (Antonio Sparzani)

«Poeta, volontieri
parlerei a quei due che ‘nsieme vanno,
e paion sì al vento esser leggieri» 

(Dante, Inferno V)


giovedì 10 ottobre 2013

istànte


istànte o instànte dal lat. instàntem part.  pres d’instàre
sovrastare, e fig. esser vicino, presente, imminente, pressante (v. Instare).
Come aggett.
Che insta, Che incalza;
come sost. Il tempo che preme, ossia Il momento presente che tosto passa, Attimo.
— Negli uffici: Colui che fa una domanda in giudizio.
Deriv. Istantàneo; Istànza

mercoledì 10 luglio 2013

Crepundia

CREPUNDIA (voce latina, da crepo "faccio rumore"). - Pendaglietti, spesso di materia preziosa, che venivano appesi a una catenella al collo (Plaut., Mil., 1399) o trasversalmente sul petto dei bimbi. Sotto questo nome si comprendono non solo i pendaglietti riproducenti in piccole proporzioni oggettini domestici, ma anche le bullae, gli amuleti contro il fascinum, e infine, per estensione, ogni piccolo giocattolo. È motivo assai comune nella commedia il riconoscimento di un figlio da parte dei genitori in base ai crepundia. Il Gabinetto di antichità di Vienna possiede un magnifico esemplare di collana in oro, che reca appesi cinquanta crepundia riproducenti in piccolo tenaglie, falci, coltelli, cesoie, un'ancora, una mano, una scarpa, una barchetta, ecc.