Umberto Saba
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sabato 21 marzo 2026
martedì 15 aprile 2025
giovedì 3 aprile 2025
Esordio di primavera
MAGDA ISANOS (1916-1944)
Mattino di primavera
Esordio di primavera. Pianure
sulle quali trabocca la prima luce
rami pallidi, tremuli sul cielo.
Ora il mattino bacia le finestre.
Dico «vita» e prende a battere il cuore
veloce, come un uccello colto da paura.
Fuori la notte di marzo sbianca a poco a poco
e spuntano alberi e torri.
È giorno e mi aspettano, lontano,
case e uomini col loro senso ricco e triste.
Ognuno avrà ben presto un'ombra
scura come i pensieri nascosti,
un'ombra.
Il sole griderà al mondo «Esisti...».
E tutte le cose apparterranno al giorno.
Anche le tombe nel cimitero di campagna
saranno come piccoli giardini screziati.
Cose. Voci di donne, quasi canti.
Finestre aperte. Passeri sui tetti. Festoni.
Qualcuno litiga. Il lattaio posa la zangola
e dice:
«Buon giorno, signorina Magda!»...
(Magda Isanos, poetessa romena, nasceva a Iasi, il 17 aprile 1916. Avvocato, pubblicò le sue prime poesie su riviste studentesche e collaborò in seguito alle principali riviste letterarie romene. Afflitta da una grave malattia di cuore, morì a ventotto anni, nel novembre 1944. In vita uscì un solo suo volume, Poesie (1943). Tutti i suoi manoscritti, ad eccezione di un quaderno ritrovato in giardino, andarono perduti la notte del 6 giugno 1944 nel bombardamento aereo che distrusse la sua casa.)
martedì 11 marzo 2025
I vecchi dovrebbero essere esploratori
T, S, Eliot, Four Quartets
Sembra, quando si diventa vecchi,
che il passato abbia un'altra trama e cessi di essere una mera sequenza -
e neppure sviluppo: quest'ultimo un parziale errore
incoraggiato da nozioni superficiali di evoluzione,
che diventa, nell'opinione popolare, un modo di ripudiare il passato.
I momenti di felicità - non il senso di benessere,
fruizione, appagamento, sicurezza o affetto
o anche un ottimo pranzo, ma l'illuminazione improvvisa
ne facemmo esperienza, ma ci sfuggì il significato
.......
(traduzione Angelo Tonelli)
Old men ought to be explorers
domenica 31 dicembre 2023
lunedì 18 dicembre 2023
sabato 5 febbraio 2022
Ringraziare
"..............................
per i bambini che sono
nostre divinità domestiche"(Mariangela Gualtieri, "Bello mondo" - grandi polemiche per la lettura di Jovanotti a Sanremo.
Lei al Tg, con un buffo cappellino e la sua voce mite, dice che è una poesia corale, fatta di versi e parole di molti poeti, Borges e altri.
Io dico che non ce n'è mai abbastanza, di poesia. In questi giorni passati con Edo, sono questi due i versi che mi risuonano più intimamente)
lunedì 4 aprile 2016
Chi se ne è andato
Chi se ne è andato non desidera tornare.
Pensiamo che si strugga per il mondo
prestandogli la nostra nostalgia.
L’oleandro che trema, l’abete
che si sfrangia più latteo nella luna
e tutta la bellezza incomprensibile
che ci ostiniamo a raccontare.
Pensiamo che si strugga per il mondo
prestandogli la nostra nostalgia.
L’oleandro che trema, l’abete
che si sfrangia più latteo nella luna
e tutta la bellezza incomprensibile
che ci ostiniamo a raccontare.
Se i morti vedono ci guardano scrutare l’illusione di un muro
bussare per entrare o chiamare
come i pazzi che cullano le pietre
bisbigliando loro: amore.
bussare per entrare o chiamare
come i pazzi che cullano le pietre
bisbigliando loro: amore.
(Antonella Anedda, Salva con nome)
domenica 27 dicembre 2015
sabato 2 maggio 2015
Queen of the May
| Alfred, Lord Tennyson (1809–1892) |
You must wake and call me earlym call me early, mother dear;
Tomorrow 'll be the happiest time of all the glad new year,
of all the glad new year, mother, the maddest, merriest day;
For I'm to be Queen o' the May, mother, I'm to be Queen o' the May.
Tomorrow 'll be the happiest time of all the glad new year,
of all the glad new year, mother, the maddest, merriest day;
For I'm to be Queen o' the May, mother, I'm to be Queen o' the May.
sabato 18 aprile 2015
A mia madre
Per questo non illuderti, madre,
di trascinarmi
con te.
Me ne sono andato
molto prima di te.
Lontana come la luna vicina
ti guardo sul prato
quadrato, all'imbrunire,
nel cortile
devo ancora dire:
io esco.
Antonio Porta
sabato 28 marzo 2015
Tomas Transtomer, nobel 2011
Marzo ’79
Stanco di tutto ciò che viene dalle parole,
parole non linguaggio,
parole non linguaggio,
Mi recai sull’isola innevata.
Non ha parole la natura selvaggia.
Le sue pagine non scritte si estendono in
ogni direzione.
Mi imbatto nelle orme di un cerbiatto.
Linguaggio non parole.
(traduzione Franco Buffoni)
domenica 22 febbraio 2015
domenica 4 gennaio 2015
Billy Collins
2
«le parole sono cibo gettato/ a terra perchè altre parole lo mangino.» “Workshop”
«E a volte compare qualcuno alla finestra/ che mi guarda mentre faccio lezione alla carta da parati,/ interrogo il lampadario, rimprovero l’aria» "Schoolville"
«E a volte compare qualcuno alla finestra/ che mi guarda mentre faccio lezione alla carta da parati,/ interrogo il lampadario, rimprovero l’aria» "Schoolville"
martedì 18 novembre 2014
Nelle vastissime notti
Nelle vastissime notti
io sento
il rumore dell’ossatura delle cose,
gli alberi che battono sulle strade.
La terra tesa con spasimo
che potrebbe schiantarsi
come il ghiaccio di un lago.
Io debbo reagire
per non farmi sovrastare
dal rumore del mio corpo,
per non farmi tendere come la pelle della terra.
Cerco di spezzare quelle corde
che stirano ogni cosa.
Paolo Volponi
io sento
il rumore dell’ossatura delle cose,
gli alberi che battono sulle strade.
La terra tesa con spasimo
che potrebbe schiantarsi
come il ghiaccio di un lago.
Io debbo reagire
per non farmi sovrastare
dal rumore del mio corpo,
per non farmi tendere come la pelle della terra.
Cerco di spezzare quelle corde
che stirano ogni cosa.
Paolo Volponi
domenica 17 agosto 2014
Mark Strand, Quasi invisibile
Notturno del poeta che amava la luna
Mi sono stancato della luna, stancato di quell’aria attonita, del ghiaccio azzurro del suo sguardo, dei suoi arrivi e delle sue partenze, del modo in cui avviluppa amanti e solitari sotto le sue ali invisibili, senza saperli distinguere. Mi sono stancato di così tante cose che un tempo mi incantavano, sono stanco di guardare l’ombra delle nuvole passare sull’erba illuminata dal sole, di vedere i cigni che scorrono avanti e indietro sul lago, di scrutare nel buio, sperando di trovare l’immagine di un sé ancora non nato. Lasciamo che la semplicità penetri l’occhio, semplicità come un tavolo su cui non è apparecchiato niente, come un tavolo che ancora non è nemmeno un tavolo.
Nocturne of the Poet Who Loved the Moon
I have grown tired of the moon, tired of its look of astonishment, the blue ice of its gaze, its arrivals and departures, of the way it gathers lovers and loners under its invisible wings, failing to distinguish between them.
I have grown tired of so much that used to entrance me, tired of watching cloud shadows pass over sunlit grass, of seeing swans glide back and forth across the lake, of peering into the dark, hoping to find an image of a self as yet unborn. Let plainness enter the eye, plainness like a table on which nothing is set, like a table that is not yet even a table.
(Traduzione di Damiano Abeni, dalla raccolta Quasi invisibile, Mondadori 2014)
I have grown tired of so much that used to entrance me, tired of watching cloud shadows pass over sunlit grass, of seeing swans glide back and forth across the lake, of peering into the dark, hoping to find an image of a self as yet unborn. Let plainness enter the eye, plainness like a table on which nothing is set, like a table that is not yet even a table.
(Traduzione di Damiano Abeni, dalla raccolta Quasi invisibile, Mondadori 2014)
domenica 6 luglio 2014
Fortini, E questo è il sonno
E questo è il sonno, edera nera, nostra
Corona: presto saremo beati
In una madre inesistente, schiuse
Nel buio le labbra sfinite, sepolti.
In una madre inesistente, schiuse
Nel buio le labbra sfinite, sepolti.
E quel che odi poi, non sai se ascolti
Da vie di neve in fuga un canto o un vento,
Da vie di neve in fuga un canto o un vento,
O è in te e dilaga e parla la sorgente
Cupa tua, l’onda vaga tua del niente.
Cupa tua, l’onda vaga tua del niente.
(Franco Fortini, “Foglio di via”)
martedì 15 aprile 2014
manca sempre
"... manca sempre una cosa, un bicchiere,
una brezza, una frase/ e la vita duole quanto
più la si gode e quanto più la si inventa"
(Fernando Pessoa, Una sola moltitudine, Adelphi)
martedì 11 febbraio 2014
domenica 19 gennaio 2014
Imparare
Se mi insegni io lo imparo
Se mi parli, mi è più chiaro
Se lo fai, mi entra in testa,
Se con me tu impari, resta.
Bruno Tognolini
Se mi parli, mi è più chiaro
Se lo fai, mi entra in testa,
Se con me tu impari, resta.
Bruno Tognolini
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