venerdì 4 aprile 2014
Una mandorla
Cerca la mandorla in tasca, la guarda in mezzo al palmo, compatta, è una conchiglia con due valve sigillate.
Cerca a tentoni un sasso, lo raccoglie e comincia a bussare piano al guscio. Il rumore da secco passa a grave, segno che si schiude.
Arriva il cedimento, si è aperta la breccia, liberato il frutto della mandorla piovuta.
Prima di infilarla in bocca la solleva in alto e le dà un bacio. L’accoglie come un’ostia sulla lingua, si mette a succhiarla. Vita, come ne basta poca a fare la felicità completa
Erri De Luca, Storia di Irene, Feltrinelli 2013
giovedì 27 marzo 2014
lunedì 17 marzo 2014
Memorie
“Nel corso della nostra vita, noi diventiamo tante persone differenti, ed è proprio questo a rendere così strani i libri di memorie. Una persona, l’ultima, si sforza di unificare tutti i personaggi differenti”
( François Truffaut, in una lettera all'amico Robert Lachenay)
domenica 9 marzo 2014
mercoledì 26 febbraio 2014
domenica 23 febbraio 2014
lunedì 17 febbraio 2014
giovedì 13 febbraio 2014
Virginia Woolf "AZZURRO E VERDE"
VERDE
Le puntute dita di vetro pendono all'ingiù.
Scivola la luce lungo il vetro, e sgocciola una pozza di verde.
Per tutto il giorno le dieci dita del lampadario sgocciolano verde sopra il marmo.
Anche le penne dei parrocchetti - le loro aspre strida lame affilate di palmizi: verdi; verdi aghi scintillanti al sole.
Ma il duro vetro continua a sgocciolare sul marmo; le pozze si librano sopra la sabbia del deserto; in mezzo si acquattano i cammelli; le pozze si fermano sul marmo; orlate di giunchi; intasate di alghe; qua e là un bocciolo bianco; un tonfo di rana; la notte le stelle vi brillano ininterrotte.
Viene la sera, e l'ombra spazza il verde sopra la mensola; increspata superficie d'oceano.
Nessuna nave arriva; vane le onde fluttuano sotto il cielo vuoto.
E' notte; gli aghi sgocciolano chiazze di azzurro.
Il verde è cancellato.
AZZURRO
Il mostro dal naso camuso viene a galla e sprizza dalle narici schiacciate due colonne di acqua, che, bianco-ardente nel centro, si sfrangiano in spruzzi di perle azzurre.
Pennellate di azzurro segnano la nera incerata della sua pellaccia.
Versando acqua da bocca e narici affonda, gravido d'acqua, e l'azzurro si richiude sopra di lui coprendo i ciottoli levigati dei suoi occhi.
Sbattuto sulla spiaggia egli giace, tronco, ottuso, perdendo aride scaglie azzurre.
Il loro azzurro metallico macchia il ferro arrugginito della spiaggia.
Azzurre sono le costole della barchetta naufragata.
Un'onda rotola sotto le campanule azzurre.
Ma la cattedrale è diversa, fredda, greve d'incensi, di un azzurro sbiadito di veli di madonne.
Scivola la luce lungo il vetro, e sgocciola una pozza di verde.
Per tutto il giorno le dieci dita del lampadario sgocciolano verde sopra il marmo.
Anche le penne dei parrocchetti - le loro aspre strida lame affilate di palmizi: verdi; verdi aghi scintillanti al sole.
Ma il duro vetro continua a sgocciolare sul marmo; le pozze si librano sopra la sabbia del deserto; in mezzo si acquattano i cammelli; le pozze si fermano sul marmo; orlate di giunchi; intasate di alghe; qua e là un bocciolo bianco; un tonfo di rana; la notte le stelle vi brillano ininterrotte.
Viene la sera, e l'ombra spazza il verde sopra la mensola; increspata superficie d'oceano.
Nessuna nave arriva; vane le onde fluttuano sotto il cielo vuoto.
E' notte; gli aghi sgocciolano chiazze di azzurro.
Il verde è cancellato.
AZZURRO
Il mostro dal naso camuso viene a galla e sprizza dalle narici schiacciate due colonne di acqua, che, bianco-ardente nel centro, si sfrangiano in spruzzi di perle azzurre.
Pennellate di azzurro segnano la nera incerata della sua pellaccia.
Versando acqua da bocca e narici affonda, gravido d'acqua, e l'azzurro si richiude sopra di lui coprendo i ciottoli levigati dei suoi occhi.
Sbattuto sulla spiaggia egli giace, tronco, ottuso, perdendo aride scaglie azzurre.
Il loro azzurro metallico macchia il ferro arrugginito della spiaggia.
Azzurre sono le costole della barchetta naufragata.
Un'onda rotola sotto le campanule azzurre.
Ma la cattedrale è diversa, fredda, greve d'incensi, di un azzurro sbiadito di veli di madonne.
(V. Woolf, Tutti i racconti)
martedì 11 febbraio 2014
domenica 19 gennaio 2014
Imparare
Se mi insegni io lo imparo
Se mi parli, mi è più chiaro
Se lo fai, mi entra in testa,
Se con me tu impari, resta.
Bruno Tognolini
Se mi parli, mi è più chiaro
Se lo fai, mi entra in testa,
Se con me tu impari, resta.
Bruno Tognolini
mercoledì 15 gennaio 2014
A S.Gallo sul sonno
(--------------)
Ora - Sancte Galle -
per terrazzi di sogni e soprassogni
non sempre soleggiati
ma non sempre piovosi e sdrucciolevoli
e pur sempre di nevi consapevoli
a te salgo talvolta
a te che il minimo e birichino
sonno concedi ai bambini incattiviti, ai neonati bisbetici,
che poi per tua grazia chinano il capo sul
collo della madre e sorridono
al sorriso di lei, ciascuno
come dentro la propria Ecloga Quarta,
come nel presentimento
di ogni più strabiliantissimo
e rasserenantissimo evento
S.G.: Sia il sonno in cui tu mi recuperi
delicato impossibile elegante
come l'attuale tuo modo di esistere.
(Andrea Zanzotto, Idioma)
sabato 11 gennaio 2014
Collezione
Collezione s.f. (lat. collectionem da colligere, raccogliere)
"Il motivo più profondo del collezionista può essere forse così circoscritto: egli intraprende una lotta contro la dispersione. Il grande collezionista originariamente è colpitodalla confusione dalla frammentarietà in cui versano le cose di questo mondo (...)
Il collezionista riunisce ciò che è affine:in tl modo può riuscirgli di dare ammaestramenti sulle cose in virtù o della loro affinità o della loro successione nel tempo."
Walter Benjamin
www.collezionemaramotti.org
Reggio Emilia
"Il motivo più profondo del collezionista può essere forse così circoscritto: egli intraprende una lotta contro la dispersione. Il grande collezionista originariamente è colpitodalla confusione dalla frammentarietà in cui versano le cose di questo mondo (...)
Il collezionista riunisce ciò che è affine:in tl modo può riuscirgli di dare ammaestramenti sulle cose in virtù o della loro affinità o della loro successione nel tempo."
Walter Benjamin
www.collezionemaramotti.org
Reggio Emilia
venerdì 10 gennaio 2014
Insieme
Nel latino dell’età postaugustea ― la prima testimonianza che se ne ha è nelle opere del poeta P. Papinio Stazio (circa 45-96 d.C.) ― si forma la parola insimul, talvolta insemel, col significato di “allo stesso tempo”, “tutto in una volta”. Essa sottintende vicinanza di tempo e di luogo, contiguità di esistenza. La parola si afferma e rimane, e trapassa, attraverso il latino medievale, in varie forme della lingua volgare, il nascente italiano, fino a comparire nel Duecento. (Antonio Sparzani)
«Poeta, volontieriparlerei a quei due che ‘nsieme vanno,
e paion sì al vento esser leggieri»
(Dante, Inferno V)
domenica 5 gennaio 2014
This will be (an everlasting love)
This will be an everlasting love
This will be the one I've waited for
This will be the first time anyone has loved me
I'm so glad you found me in time
And I'm so glad that you rectified my mind
This will be an everlasting love for me
venerdì 3 gennaio 2014
Querencia
Come fa notare Sarbin (1983) ci sono delle qualità metaforiche che le persone assegnano ai luoghi, difficilmente comunicabili attraverso il linguaggio quotidiano, che esprimono una sorta di "amore del luogo".
La lingua spagnola ha un termine, querencia, per indicare l'inclinazione a ritrovare i luoghi in cui si è cresciuti o a cercare specifiche nicchie in cui ci si sente sicuri e a proprio agio.
"Ogni spazio veramente abitato
reca l'essenza della nozione di casa" (Gaston Bachelard)
domenica 29 dicembre 2013
sabato 28 dicembre 2013
Renè Char tradotto da Vittorio Sereni
Da Feuillets d’Hypnos [Fogli d’Hypnos]
(1943 – 1944)
5
Nous n’appartenons à personne sinon au point d’or
de cette lampe inconnue de nous, inaccessible à nous qui
tient éveillés le courage et le silence.
Non apparteniamo a nessuno, se non al lampo
di quella lampada ignota, inaccessibile,
che tiene svegli il nostro coraggio e il silenzio.
39
Nous sommes écartelés entre l’avidité de connaître
et le désespoir d’avoir connu. L’aiguillon ne renonce pas
à sa cuisson et nous à notre espoir.
Siamo divisi tra la brama di conoscere
e la disperazione di aver conosciuto.
La spina non rinuncia al suo morso,
noi alla nostra speranza.
83
Le poète, conservateur des infins visages du vivant.
Il poeta: custode degli infiniti volti di tutto ciò che vive.
129
Nous sommes pareils à ces crapauds qui dans l’austère
nuit des marais s’appellent et ne se voient pas, ployant
à leur cri d’amour toute la fatalité de l’univers.
Somigliamo a quei rospi che nell’austera
notte delle paludi si chiamano e non si vedono,
piegando al loro grido d’amore
tutta la fatalità dell’universo.
(1943 – 1944)
5
Nous n’appartenons à personne sinon au point d’or
de cette lampe inconnue de nous, inaccessible à nous qui
tient éveillés le courage et le silence.
Non apparteniamo a nessuno, se non al lampo
di quella lampada ignota, inaccessibile,
che tiene svegli il nostro coraggio e il silenzio.
39
Nous sommes écartelés entre l’avidité de connaître
et le désespoir d’avoir connu. L’aiguillon ne renonce pas
à sa cuisson et nous à notre espoir.
Siamo divisi tra la brama di conoscere
e la disperazione di aver conosciuto.
La spina non rinuncia al suo morso,
noi alla nostra speranza.
83
Le poète, conservateur des infins visages du vivant.
Il poeta: custode degli infiniti volti di tutto ciò che vive.
129
Nous sommes pareils à ces crapauds qui dans l’austère
nuit des marais s’appellent et ne se voient pas, ployant
à leur cri d’amour toute la fatalité de l’univers.
Somigliamo a quei rospi che nell’austera
notte delle paludi si chiamano e non si vedono,
piegando al loro grido d’amore
tutta la fatalità dell’universo.
giovedì 26 dicembre 2013
Fernando Bandini (1931-2013)
Il poeta vicentino è mancato nel giorno di Natale
Il filo del discorso
Da quadro a quadro il filo del discorso seguire
senza che troppa tensione lo spezzi
o becco ostile lo intacchi
senza che troppa tensione lo spezzi
o becco ostile lo intacchi
da sinopia a sinopia
nel pomeriggio di pioggia che fa
alto lo scroscio
nel pomeriggio di pioggia che fa
alto lo scroscio
finché il cielo rispunta dalle nuvole
e ci prende per mano
verso un viola-melanzana-yaèl
e ci prende per mano
verso un viola-melanzana-yaèl
con passeri sulle torri che rimproverano
gli indugi (vocine squillanti di collera)
gli indugi (vocine squillanti di collera)
di chi non vuol muoversi
di chi resta attaccato al soffitto
come un moscone grasso.
di chi resta attaccato al soffitto
come un moscone grasso.
E dal viola al nero
il filo del discorso ostinati seguire
verso i fischi di un’alba melone-amira finché
il filo del discorso ostinati seguire
verso i fischi di un’alba melone-amira finché
oh, Har hatzofim!
ali ha ciascuno al cuore ed ali al piede.
ali ha ciascuno al cuore ed ali al piede.
lunedì 16 dicembre 2013
Antonella Anedda, luci di natale
Le nostre anime dovrebbero dormire
come dormono i corpi sottili
stare tra le lenzuola come un foglio
i capelli dietro le orecchie
le orecchie aperte
capaci di ascoltare. Carne
appuntita e fragile, cava
nel buio della stanza. Osso lieve.
Così la membrana stringe
la piuma alla spalla dell’Angelo.
come dormono i corpi sottili
stare tra le lenzuola come un foglio
i capelli dietro le orecchie
le orecchie aperte
capaci di ascoltare. Carne
appuntita e fragile, cava
nel buio della stanza. Osso lieve.
Così la membrana stringe
la piuma alla spalla dell’Angelo.
sabato 14 dicembre 2013
La notte
Tra un po’ parlerò della notte , la bella notte, che è come un buco vuoto in cui le cose aspettano che passi via il farnetico,
e il buio e l’incerto vengano a dirci che i nostri desideri si sono tutti assopiti, e il cuore è finalmente sazio».
Gianni Celati, Selve d'amore, Quodlibet 2013
e il buio e l’incerto vengano a dirci che i nostri desideri si sono tutti assopiti, e il cuore è finalmente sazio».
Gianni Celati, Selve d'amore, Quodlibet 2013
domenica 8 dicembre 2013
Luoghi abbandonati
.......
A pensarci che strana andatura ha la terra
come si fa tenace il rampicante, l'erba matta,
l'infestante, l'edera, il trifoglio, la liana appena
appena si possa. Non si mantiene la natura.
Si ripete. Si spossa. Si slarga e si disfa e ci confonde
ci lascia fuori, ci minaccia con le fronde.
Azzurra D'Agostino, Canti di un luogo abbandonato
(libro d'arte, vedi QUI )
A pensarci che strana andatura ha la terra
come si fa tenace il rampicante, l'erba matta,
l'infestante, l'edera, il trifoglio, la liana appena
appena si possa. Non si mantiene la natura.
Si ripete. Si spossa. Si slarga e si disfa e ci confonde
ci lascia fuori, ci minaccia con le fronde.
Azzurra D'Agostino, Canti di un luogo abbandonato
(libro d'arte, vedi QUI )
venerdì 22 novembre 2013
Mondo nuovo
«Sono molto imbarazzato perché ho lavorato per
quarant’anni, studiando di tutto, facendo esperienze,
viaggiando per il mondo, e tutto quello che posso dirvi
è soltanto di essere un po’ più gentili l’uno con l’altro»
Aldous Huxley in un convegno a Santa Barbara
quarant’anni, studiando di tutto, facendo esperienze,
viaggiando per il mondo, e tutto quello che posso dirvi
è soltanto di essere un po’ più gentili l’uno con l’altro»
Aldous Huxley in un convegno a Santa Barbara
martedì 19 novembre 2013
giovedì 7 novembre 2013
Dilettanti
...il bello del mestiere di scrivere è proprio che è una cosa di cui non si è capaci. Il calciatore sa giocare a calcio, il saltatore sa saltare in alto, mentre di scrivere non si è mai veramente capaci. Questa è la cosa piacevole; un mestiere in cui non si diventa mia professionisti, in cui si rimane sempre dei dilettanti.
Peter Bichsel, Il sentimento, Casagrande
Peter Bichsel, Il sentimento, Casagrande
domenica 20 ottobre 2013
sabato 12 ottobre 2013
Borges, Nubi
Non vi sarà mai cosa che non sia
una nube. Lo son le cattedrali
di vasta pietra e bibliche vetrate
che il tempo spianerà. Lo è l'Odissea,
che cambia come il mare. Se la riapri
sempre cambia qualcosa. Anche il riflesso
del tuo viso è già un altro nello specchio
ed il giorno è un dubbioso labirinto.
Siamo chi se ne va. La numerosa
nuvola che si disfa all'occidente
è nostra effigie. Incessantamente
la rosa si tramuta in altra rosa.
Sei nuvola, sei mare, sei l'oblio.
Sei anche tutto quello che hai smarrito.
No habrá una sola cosa que no sea
una nube. Lo son las catedrales
de vasta piedra y bíblicos cristales
que el tiempo allanará. Lo es la Odisea
que cambia como el mar. Algo hay destino
cada vez que la abrimos. El reflejo
de tu cara ya es otro en el espejo
y el día es un dudoso laberinto.
Somos los que se van. La numerosa
nube que se deshace en el poniente
es nuestra imagem. Incesantemente
la rosa se convierte en otra rosa.
Eres nube. Eres mar, eres olvido.
Eres tambien aquello que has perdido.
(J. L. Borges, Tutte le opere, vol I, Mondadori)
(Funes, o della memoria)
(La tomba di Jorge Luis Borges (1899-1986) a Ginevra riporta la seguente scritta: “Giammai con timore” (è una frase tratta dallo stesso Borges da un poema nordico del X secolo)
giovedì 10 ottobre 2013
istànte
istànte o instànte dal lat. instàntem part. pres d’instàre
sovrastare, e fig. esser vicino, presente, imminente, pressante (v. Instare).
Come aggett.
Che insta, Che incalza;
come sost. Il tempo che preme, ossia Il momento presente che tosto passa, Attimo.
— Negli uffici: Colui che fa una domanda in giudizio.
Deriv. Istantàneo; Istànza
mercoledì 17 luglio 2013
mercoledì 10 luglio 2013
Crepundia
CREPUNDIA (voce latina, da crepo "faccio rumore"). - Pendaglietti, spesso di materia preziosa, che venivano appesi a una catenella al collo (Plaut., Mil., 1399) o trasversalmente sul petto dei bimbi. Sotto questo nome si comprendono non solo i pendaglietti riproducenti in piccole proporzioni oggettini domestici, ma anche le bullae, gli amuleti contro il fascinum, e infine, per estensione, ogni piccolo giocattolo. È motivo assai comune nella commedia il riconoscimento di un figlio da parte dei genitori in base ai crepundia. Il Gabinetto di antichità di Vienna possiede un magnifico esemplare di collana in oro, che reca appesi cinquanta crepundia riproducenti in piccolo tenaglie, falci, coltelli, cesoie, un'ancora, una mano, una scarpa, una barchetta, ecc.
lunedì 1 luglio 2013
Primi di luglio
Siamo ai primi di luglio e già il pensiero
è entrato in moratoria.
Drammi non se ne vedono,
se mai disfunzioni.
Che il ritmo della mente si dislenti,
questo inspiegabilmente crea serie preoccupazioni.
Meglio si affronta il tempo quando è folto,
mezza giornata basta a sbaraccarlo.
Ma ora ai primi di luglio ogni secondo sgoccia
e l'idraulico è in ferie.
(Eugenio Montale, Diario '71 e '72)
(rubata da J.S., grazie!)
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