domenica 6 luglio 2014

Fortini, E questo è il sonno

E questo è il sonno, edera nera, nostra
Corona: presto saremo beati
In una madre inesistente, schiuse
Nel buio le labbra sfinite, sepolti.
E quel che odi poi, non sai se ascolti
Da vie di neve in fuga un canto o un vento,
O è in te e dilaga e parla la sorgente
Cupa tua, l’onda vaga tua del niente.
                                       (Franco Fortini,  “Foglio di via”)

martedì 13 maggio 2014

martedì 15 aprile 2014

manca sempre


"... manca sempre una cosa, un bicchiere, 
una brezza, una frase/ e la vita duole quanto
più la si gode e quanto più la si inventa" 



(Fernando Pessoa, Una sola moltitudineAdelphi)

venerdì 4 aprile 2014

Una mandorla



Cerca la mandorla in tasca, la guarda in mezzo al palmo, compatta, è una conchiglia con due valve sigillate. 
Cerca a tentoni un sasso, lo raccoglie e comincia a bussare piano al guscio. Il rumore da secco passa a grave, segno che si schiude. 
Arriva il cedimento, si è aperta la breccia, liberato il frutto della mandorla piovuta. 
Prima di infilarla in bocca la solleva in alto e le dà un bacio. L’accoglie come un’ostia sulla lingua, si mette a succhiarla. Vita, come ne basta poca a fare la felicità completa

Erri De Luca, Storia di Irene, Feltrinelli 2013

lunedì 17 marzo 2014

Memorie

“Nel corso della nostra vita, noi diventiamo tante persone differenti, ed è proprio questo a rendere così strani i libri di memorie. Una persona, l’ultima, si sforza di unificare tutti i personaggi differenti”

                                  ( François Truffaut, in una lettera all'amico Robert Lachenay)

mercoledì 26 febbraio 2014

Foca canora


FOCA CANORA- o PESCE PRECETTORE?   (stampa conservata alla bibliotheque di francia)

giovedì 13 febbraio 2014

Virginia Woolf "AZZURRO E VERDE"

VERDE 

Le puntute dita di vetro pendono all'ingiù.
Scivola la luce lungo il vetro, e sgocciola una pozza di verde.
Per tutto il giorno le dieci dita del lampadario sgocciolano verde sopra il marmo.
Anche le penne dei parrocchetti - le loro aspre strida lame affilate di palmizi: verdi; verdi aghi scintillanti al sole.
Ma il duro vetro continua a sgocciolare sul marmo; le pozze si librano sopra la sabbia del deserto; in mezzo si acquattano i cammelli; le pozze si fermano sul marmo; orlate di giunchi; intasate di alghe; qua e là un bocciolo bianco; un tonfo di rana; la notte le stelle vi brillano ininterrotte.
Viene la sera, e l'ombra spazza il verde sopra la mensola; increspata superficie d'oceano.
Nessuna nave arriva; vane le onde fluttuano sotto il cielo vuoto.
E' notte; gli aghi sgocciolano chiazze di azzurro.
Il verde è cancellato


AZZURRO 

Il mostro dal naso camuso viene a galla e sprizza dalle narici schiacciate due colonne di acqua, che, bianco-ardente nel centro, si sfrangiano in spruzzi di perle azzurre.
Pennellate di azzurro segnano la nera incerata della sua pellaccia.
Versando acqua da bocca e narici affonda, gravido d'acqua, e l'azzurro si richiude sopra di lui coprendo i ciottoli levigati dei suoi occhi.
Sbattuto sulla spiaggia egli giace, tronco, ottuso, perdendo aride scaglie azzurre.
Il loro azzurro metallico macchia il ferro arrugginito della spiaggia.
Azzurre sono le costole della barchetta naufragata.
Un'onda rotola sotto le campanule azzurre.
Ma la cattedrale è diversa, fredda, greve d'incensi, di un azzurro sbiadito di veli di madonne.
 
(V. Woolf, Tutti i racconti)

domenica 19 gennaio 2014

Imparare

Se mi insegni io lo  imparo
Se mi parli, mi è più chiaro
Se lo fai, mi entra in testa, 
Se con me tu impari, resta. 

Bruno Tognolini

mercoledì 15 gennaio 2014

A S.Gallo sul sonno

(--------------)
Ora - Sancte Galle -
per terrazzi di sogni e soprassogni
non sempre soleggiati
ma non sempre piovosi e sdrucciolevoli
e pur sempre di nevi consapevoli
a te salgo talvolta
a te che il minimo e birichino
sonno concedi ai bambini incattiviti, ai neonati bisbetici,
che poi per tua grazia chinano il capo sul
collo della madre e sorridono
al sorriso di lei, ciascuno
come dentro la propria Ecloga Quarta,
come nel presentimento
di ogni più strabiliantissimo
e rasserenantissimo evento

S.G.: Sia il sonno in cui tu mi recuperi
delicato impossibile elegante
come l'attuale tuo modo di esistere.

(Andrea Zanzotto, Idioma)

sabato 11 gennaio 2014

Collezione

Collezione s.f. (lat. collectionem da colligere, raccogliere) 


"Il motivo più profondo del collezionista può essere forse
 così circoscritto: egli intraprende una lotta contro la dispersione. Il grande collezionista originariamente è colpitodalla confusione dalla frammentarietà in cui versano le cose di questo mondo (...) 

Il collezionista riunisce ciò che è affine:in tl modo può riuscirgli di dare ammaestramenti sulle cose in virtù o della loro affinità o della loro successione nel tempo."

Walter Benjamin
www.collezionemaramotti.org

Reggio Emilia

venerdì 10 gennaio 2014

Insieme

Nel latino dell’età postaugustea ― la prima testimonianza che se ne ha è nelle opere del poeta P. Papinio Stazio (circa 45-96 d.C.) ― si forma la parola insimul, talvolta insemel, col significato di “allo stesso tempo”, “tutto in una volta”. Essa sottintende vicinanza di tempo e di luogo, contiguità di esistenza. La parola si afferma e rimane, e trapassa, attraverso il latino medievale, in varie forme della lingua volgare, il nascente italiano, fino a comparire nel Duecento.  (Antonio Sparzani)

«Poeta, volontieri
parlerei a quei due che ‘nsieme vanno,
e paion sì al vento esser leggieri» 

(Dante, Inferno V)


domenica 5 gennaio 2014

This will be (an everlasting love)




This will be an everlasting love
This will be the one I've waited for
This will be the first time anyone has loved me

I'm so glad you found me in time
And I'm so glad that you rectified my mind
This will be an everlasting love for me


venerdì 3 gennaio 2014

Querencia

 Come fa notare Sarbin (1983) ci sono delle qualità metaforiche che le persone assegnano ai luoghi, difficilmente comunicabili attraverso il linguaggio quotidiano, che esprimono una sorta di "amore del luogo";h la lingua spagnola ha un termine, querencia, per indicare l'inclinazione a ritrovare i luoghi in cui si è cresciuti o a cercare specifiche nicchie in cui ci si sente sicuri e a proprio agio. 

"Ogni spazio veramente abitato 
reca l'essenza della nozione di casa" (Gaston Bachelard)

sabato 28 dicembre 2013

Renè Char tradotto da Vittorio Sereni

Da Feuillets d’Hypnos [Fogli d’Hypnos] 
(1943 – 1944) 

Nous n’appartenons à personne sinon au point d’or 
de cette lampe inconnue de nous, inaccessible à nous qui 
tient éveillés le courage et le silence. 
Non apparteniamo a nessuno, se non al lampo 
di quella lampada ignota, inaccessibile, 
che tiene svegli il nostro coraggio e il silenzio. 
39 
Nous sommes écartelés entre l’avidité de connaître 
et le désespoir d’avoir connu. L’aiguillon ne renonce pas 
à sa cuisson et nous à notre espoir. 
Siamo divisi tra la brama di conoscere 
e la disperazione di aver conosciuto. 
La spina non rinuncia al suo morso, 
noi alla nostra speranza. 
83 
Le poète, conservateur des infins visages du vivant. 
Il poeta: custode degli infiniti volti di tutto ciò che vive. 
129 
Nous sommes pareils à ces crapauds qui dans l’austère 
nuit des marais s’appellent et ne se voient pas, ployant 
à leur cri d’amour toute la fatalité de l’univers. 
Somigliamo a quei rospi che nell’austera 
notte delle paludi si chiamano e non si vedono, 
piegando al loro grido d’amore 
tutta la fatalità dell’universo. 



giovedì 26 dicembre 2013

Fernando Bandini (1931-2013)

Il poeta vicentino è mancato nel giorno di Natale
Il filo del discorso
Da quadro a quadro il filo del discorso seguire
senza che troppa tensione lo spezzi
o becco ostile lo intacchi
da sinopia a sinopia
nel pomeriggio di pioggia che fa
alto lo scroscio
finché il cielo rispunta dalle nuvole
e ci prende per mano
verso un viola-melanzana-yaèl
con passeri sulle torri che rimproverano
gli indugi (vocine squillanti di collera)
di chi non vuol muoversi
di chi resta attaccato al soffitto
come un moscone grasso.
E dal viola al nero
il filo del discorso ostinati seguire
verso i fischi di un’alba melone-amira finché
oh, Har hatzofim!
ali ha ciascuno al cuore ed ali al piede.

lunedì 16 dicembre 2013

Antonella Anedda, luci di natale

   Le nostre anime dovrebbero dormire
   come dormono i corpi sottili
   stare tra le lenzuola come un foglio
   i capelli dietro le orecchie
   le orecchie aperte
  capaci di ascoltare. Carne
  appuntita e fragile, cava
  nel buio della stanza. Osso lieve.
  Così la membrana stringe
  la piuma alla spalla dell’Angelo.

sabato 14 dicembre 2013

La notte

Tra un po’ parlerò della notte , la bella notte, che è come un buco vuoto in cui le cose aspettano che passi via il farnetico, 
e il buio e l’incerto vengano a dirci che i nostri desideri si sono tutti assopiti, e il cuore è finalmente sazio».

Gianni Celati, Selve d'amore, Quodlibet 2013

domenica 8 dicembre 2013

Luoghi abbandonati

.......

A pensarci che strana andatura ha la terra
come si fa tenace il rampicante, l'erba matta,
l'infestante, l'edera, il trifoglio, la liana appena
appena si possa. Non si mantiene la natura.
Si ripete. Si spossa. Si slarga e si disfa e ci confonde
ci lascia fuori, ci minaccia con le fronde.


Azzurra D'Agostino, Canti di un luogo abbandonato
(libro d'arte, vedi QUI )




venerdì 22 novembre 2013

Mondo nuovo

«Sono molto imbarazzato perché ho lavorato per 

quarant’anni, studiando di tutto, facendo esperienze, 

viaggiando per il mondo, e tutto quello che posso dirvi 

è soltanto di essere un po’ più gentili l’uno con l’altro»

Aldous Huxley in un convegno a Santa Barbara

giovedì 7 novembre 2013

Dilettanti

...il bello del mestiere di scrivere è proprio che è una cosa di cui non si è capaci. Il calciatore sa giocare a calcio, il saltatore sa saltare in alto, mentre di scrivere non si è mai veramente capaci. Questa è la cosa piacevole; un mestiere in cui non si diventa mia professionisti, in cui si rimane sempre dei dilettanti.

Peter Bichsel, Il sentimento, Casagrande

domenica 20 ottobre 2013

Tessuti

"Sentiamo 

che qualche cosa si va lacerando

 nel tessuto divino dell'umano." (Ennio Flaiano)

sabato 12 ottobre 2013

Borges, Nubi

Non vi sarà mai cosa che non sia
una nube. Lo son le cattedrali
di vasta pietra e bibliche vetrate
che il tempo spianerà. Lo è l'Odissea,
che cambia come il mare. Se la riapri
sempre cambia qualcosa. Anche il riflesso
del tuo viso è già un altro nello specchio
ed il giorno è un dubbioso labirinto.
Siamo chi se ne va. La numerosa
nuvola che si disfa all'occidente
è nostra effigie. Incessantamente
la rosa si tramuta in altra rosa.
Sei nuvola, sei mare, sei l'oblio.
Sei anche tutto quello che hai smarrito.

No habrá una sola cosa que no sea
una nube. Lo son las catedrales
de vasta piedra y bíblicos cristales
que el tiempo allanará. Lo es la Odisea
que cambia como el mar. Algo hay destino
cada vez que la abrimos. El reflejo
de tu cara ya es otro en el espejo
y el día es un dudoso laberinto.
Somos los que se van. La numerosa
nube que se deshace en el poniente
es nuestra imagem. Incesantemente
la rosa se convierte en otra rosa.
Eres nube. Eres mar, eres olvido.
Eres tambien aquello que has perdido.

(J. L. Borges, Tutte le opere, vol I, Mondadori)

Sapeva le forme delle nubi australi dell’alba del 30 aprile 1882, e poteva confrontarle, nel ricordo, con la copertina marmorizzata di un libro che aveva visto una sola volta, o con le spume che sollevò un remo, nel Rio Negro, la vigilia della battaglia di Quebracho. 
(Funes, o della memoria)

(La tomba di Jorge Luis Borges (1899-1986) a Ginevra riporta la seguente scritta: “Giammai con timore” (è una frase tratta dallo stesso Borges da un poema nordico del X secolo)